È finita! Ricominciamo
Domenica sera il Piccolo Festival s’è concluso. Tre giorni volati via, nuotati tra la pioggia e il sabbione di un chiostro memore di giardini d’altri tempi. C’era chi, tra noi, aveva immaginato partite a beach volley e chi, sognante, carezzava il sogno di calcare la scena in canotta ed infradito.
Invece, la pioggia ha coperto tutto, lavato via i rancori e rammollito la polvere, lasciando impronte sul grigio-beige che contornava le sedie, talune mezze sprofondate dopo che trecento persone vi avevano poggiato la schiena, fiduciose, la prima sera. Impronte spurie, talune profonde ma crollate ai margini, talaltre abbozzate e bellissime; altre ancora come scie, spazzate o solchi, in fondo non-impronte ma pur sempre segni d’un passaggio.
Il Piccolo Festival si è spostato dentro, ha dribblato una sala piena di gessi scaffali e tanto, troppo spazio e s’è piantato nel mezzo del passaggio, sfrontato. La bellezza è rimasta negli occhi, nelle orecchie e nel cuore di noi, se non di voi; almeno quanto un Martini insperato addentro a mille parole, sotto i fari ardenti.

Basta didascalie e resoconti, leggete i comunicati stampa o i giornali se vorranno darci voce. Meglio ancora leggete qualche libro, magari di quelli che vi proponiamo, o fate di testa vostra ché è meglio.
Se vi siamo piaciute e piaciuti almeno un po’; se in questi giorni autunnali e liquidi conficcati in un giugno ghignante avete sentito qualcosa, oltre al fastidio della postura e alla preoccupazione per la vostra faccia, allora tornate su queste pagine: seguiteci come noi vorremmo seguire voi. Mandateci qualcosa, rispondete, fatevi sentire. Il Piccolo Festival siamo tutti noi.
Buona notte. – Palomar




Chi lo volesse, può scaricare il comunicato stampa di chiusura del Piccolo Festival e guardare la galleria fotografica dell’ultima serata.