Il festival di Palomar a Bassano del Grappa.

Gran finale

Dopo la bella apertura di venerdì con Vitaliano Trevisan e Luigi Romolo Carrino, ieri sera il Piccolo Festival, insidiato dalla pioggia insistente, si è spostato all’interno del Museo di Bassano, nello spazio scenografico dell’atrio principale (che Palomar ha usato per la prima volta per un avvenimento pubblico). Pietro Grossi, nel pomeriggio, e Marco Missiroli, la sera, hanno tenuto compagnia ad un buon numero di attenti visitatori, dialogando con Palomar sulle loro ultime opere narrative.

Il programma di oggi, ultimo giorno del Piccolo Festival (cliccare qui per il programma dettagliato):

ore 18.00 DEMETRIO PAOLIN ed EMANUELE TONON | «Per una grammatica della paura» (in collaborazione con Sul Romanzo)
ore 21.00 DAVIDE LONGOL’uomo verticale (Fandango Libri 2010) (con le immagini di AsoloArtFilmFestival)

Visto il persistere del maltempo, gli incontri si terranno, come ieri, nel salone interno del Museo Biblioteca Archivio. Funzioneranno regolarmente, a partire dalle 17.30, la libreria del Piccolo Festival e le «Storie in vetrina» di Pungilaluna.

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Gli incontri di ieri sera sono stati densi di contenuti, pur senza mancare di momenti più distesi e scherzosi (il pubblico non potrà dimenticare l’entrata in scena di un cameriere che, avanzando tra le ali di sedie, ha porto due Martini cocktail a Pietro Grossi e al suo interlocutore di Palomar, mentre il primo parlava del suo ultimo racconto, intitolato proprio Martini…). Tanto con Grossi quanto con Missiroli sono stati sviscerati, tra gli altri, molti temi legati allo scrivere, al rapporto tra autore e casa editrice (e “industria letteraria” in generale); si è parlato di quanto, in ciò che si scrive, ci sia del proprio vissuto e, ancor di più, delle proprie proiezioni e convinzioni, consapevoli o meno. In entrambi i casi si è reso tangibile il legame tra le storie raccontate e le esperienze di chi le racconta, finanche gli episodi e gli aneddoti all’apparenza più insignificanti, che però — quando vengono ricordati, anche dopo la pubblicazione — gettano luce non solo sul processo di scrittura ma anche sul contenuto della narrazione. Fare letteratura sembra essere, dunque, un lavoro tanto di “cervello” quando di “pancia”.

Questa sera apriremo alle 18.00 con un incontro particolare, una novità nell’ambito del Piccolo Festival: in collaborazione con il blog letterario Sul Romanzo (che teniamo a ringraziare una volta di più, anche per la “copertura” del nostro appuntamento letterario che sta dando sulle sue pagine web), incontreremo i due scrittori Emenuele Tonon e Demetrio Paolin, entrambi all’esordio narrativo rispettivamente con Il nemico (ISBN 2009) e Il mio nome è legione (Transeuropa 2009), e li inviteremo a riflettere sul modo in cui due grandi temi — la paura ed il male — sono detti e declinati nella letteratura (italiana contemporanea in particolare). In una sorta di seminario (ma quanto più informale), quattro tra le ragazze ed i ragazzi di Palomar ed altrettanti di Sul Romanzo proporranno dei brevi estratti di narrativa che diano in qualche modo (in senso anche lato) una “definizione” dei due termini citati. Dialogando tra noi, con il pubblico e soprattutto con Demetrio ed Emanuele, cercheremo di ricostruire una — per quanto imperfetta e provvisoria — «grammatica della paura».

Alle 21.00 sarà la volta di Davide Longo che presenterà il suo ultimo romanzo, L’uomo verticale (Fandango Libri 2010): il racconto di uno scenario apocalittico di un futuro vicino, nel quale non stentiamo a riconoscere i segni del nostro presente. Un intellettuale caduto in disgrazia cerca di riscattare la propria vita in un ambiente sociale esploso, dove sembra non esserci più spazio per l’umanità.

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