Martini
di Pietro Grossi, Sellerio Editore, Palermo 2010
«Le sue mani planarono come bombardieri sul tavolo di noce dell’albergo e in un coro di sbatacchiamenti e tintinnii mollarono sul ripiano un discreto numero di oggetti» perché «erano le piccole cose a definire una persona, come – ad esempio – ciò che portava in tasca.»
E che persona potrà essere uno scrittore di successo, vezzeggiato e coccolato dalla stampa, all’apice della carriera appena pubblicato il suo primo romanzo? È quello che vuole scoprire il protagonista di questo bel racconto o romanzo breve che dir si voglia. La sostanza è un altra.
È il libro giusto da tenere per un momento di relax, proprio per quella sera che riesci ad andare a letto presto e vuoi addormentarti, ma non prima di aver letto una bella storia. E lo scrivere piacevole garantisce proprio questa sensazione di compiacimento nell’addentrarci nella vita di T. J. Martini senza avere l’impressione di violarla, di farci gli affari suoi. Piuttosto viviamo la curiosità sincera di Frank, giornalista alle prime armi, che forse s’affeziona alla sua prima star intervistata perché vede quello che tutti gli altri non riescono a vedere. È l’amicizia e l’amore il tema dominante di questa storia che Pietro Grossi ci racconta. E la tenacia di sfidare la vita, sempre e comunque. Incassando quanto basta per avere la forza di continuare a viverla.





dopo l’incontro di ieri con l’autore, ho letto Martini questa notte. l’ho trovato molto ben scritto e adesso lo giro alle mie figlie gaia, caterina e viola con la scusa che abbiamo una copia con dedica dell’autore
mi ha fatto lo stesso effetto che mi fece branchie di Ammanniti: ecco uno giovane che sa scrivere anche in questa Italia culturalmente stracciata e lo fa in modo scevro da ammiccamenti vari
grazie Pietro! ora mi compro pugni e gli altri due. grazie piccolo festival
raffaelle