Il festival di Palomar a Bassano del Grappa.

L. R. Carrino

Tra soli tre giorni (venerdì 18 giugno ore 19.30 aperitivo; ore 20.30 lettura di Vitaliano Trevisan) si aprirà la settima edizione del Piccolo Festival della Letteratura di Bassano del Grappa (Vicenza), nella scenografia del chiostro seicentesco del Museo Biblioteca Archivio (piazza Garibaldi, accanto alla chiesa di San Francesco).

Proseguiamo nel presentare gli autori che ci faranno compagnia durante le serate del Piccolo Festival (18, 19 e 20 giugno), in collaborazione con il nostro media partner Bassanonet.it. È oggi la volta di Luigi Romolo Carrino, che seguirà alla lettura d’apertura di Trevisan, alle 21.30 di venerdì 18 giugno.

L’autore.

L. R. Carrino (Napoli, 1968) è nato a Napoli, e vive a Roma. Laureato in Informatica e specializzato in problem solving, “fa cose con la scrittura”. Dopo aver scritto due libri di poesia (Il settimo senso, 1998 e Tempo Santo. Liturgia della Memoria, 2006) passa alla forma romanzo.

Esordisce con Acqua Storta, pubblicato per Meridiano Zero nel 2008 – libro che suscita l’interesse della critica e raccoglie consenso tra i lettori. Al Piccolo Festival 2010, oltre al suo esordio, parlerà di Pozzoromolo, pubblicato anche questo per i tipi di Meridiano Zero e con cui è entrato anche nella selezione per il premio Strega, e di Istruzioni per un addio, sua prima raccolta di racconti, fresca di stampa per Azimut.

Acqua Storta

Giovanni, figlio del boss don Antonio Acqua Storta, è il protagonista dell’esordio narrativo di L. R. Carrino, che alla sua uscita aveva immediatamente catturato l’attenzione di critica e lettori. Un romanzo (breve) che alterna toni dolci e quasi romantici a tinte fosche. A fare da scenario, una Napoli che dev’essere tenuta all’oscuro dell’inconfessabile segreto che lega Giovanni Acqua Storta e Salvatore: un amore che è come una bestemmia sull’altare ‘e Santa Chiara.

«Io e Salvatore siamo un fatto segreto in questa città che parla sotto i muri, che getta il sale dietro alle spalle per scongiurare il malocchio e la sfortuna. Nella nostra città noi siamo come a degli orfani e lasciamo pure i nostri figli orfani, prima o poi. Siamo sparati, prima o poi ci sparano a tutti quanti. E pure nella ‘famiglia’ siamo organi, ognuno pensa ai soldi e a campare a lungo e ai cazzi suoi».

In Acqua storta Carrino narra di solitudini (quella di Giovanni e Salvatore, ma anche quella di Mariasole – moglie di Giovanni), di amori che non possono realmente dirsi tali, di una città in cui tutto deve avvenire secondo certe regole (che non sono quelle dello Stato). Acqua storta è davvero molto di più di una storia di gay e camorra – come pure è stato (semplicisticamente) definito.

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1 Comment

  1. HO LETTO POZZOROMOLO TUTTO D’UN FIATO! UNO DEI PIU’ BEI LIBRI MAI LETTI. STRAORDINARIO. MI SPIACE NON AVERLO LETTO PRIMA DELL’INCONTRO CON CARRINO , AVREI VOLUTO ESPRIMERGLI TUTTA LA MIA AMMIRAZIONE. BIBI

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