Il festival di Palomar a Bassano del Grappa.

I giorni della Rotonda

di Silvia Ballestra, Rizzoli 2009

San Benedetto del Tronto, Vigilia di Natale del 1970. L’Italia è vicecampione del Mondo di calcio ed è già passato un anno dalla strage di Piazza Fontana. Il naufragio di una nave, il Rodi, e la morte dei suoi marinai, producono una reazione forte e accorata tra i compagni degli scomparsi e nel movimento studentesco, per il recupero dei cadaveri, per un estremo gesto di pietà. E’ l’atto fondativo di un Decennio che anche nella provincia italiana, non solo nei centri di Potere, conoscerà lotte e contraddizioni, fino al tragico rapimento e all’uccisione di Roberto Peci, fratello di Patrizio, primo pentito delle Brigate Rosse.
“Ogni piazza ha i suoi fenomeni, i suoi spettacoli. Ma forse ci sono periodi più fertili per questo genere di apparizioni. Che sono misteriose, incongruenti, e sembrano sorgere su dalla terra: puri sbuffi di follia, emanazioni di nevrosi e personificazioni dell’orrore.”
La morte di Peci è allora lo spartiacque tra gli anni Settanta, con il loro carico di passione politica e di violenza e gli anni Ottanta del disimpegno, del ritorno al privato – della strage silenziosa di tanti ragazzi che trovano nell’eroina uno sfogo solitario, il fantasma di una comunità perduta.
Silvia Ballestra ci racconta la morte civile del nostro Paese, la distruzione di un’intera generazione – i cui sopravvissuti non riescono più a trovare il coraggio di agire e pensare, di rinnovare e innovare le lotte. E allora forse non ci resta che la vergogna, se ne siamo capaci.
“Osservare impassibile la caduta. Ecco cos’aveva fatto. Se ne vergognò a lungo.”

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