Il festival di Palomar a Bassano del Grappa.

Pugni

di Pietro Grossi, Sellerio 2006

I tre protagonisti dei racconti di Pietro Grossi pure essendo personaggi di età diversa e appartenenti ad epoche storiche differenti, sono accomunati dalla volontà di essere uomini tutti d’un pezzo. Duellano con nemici in carne e ossa o con un mondo che non li rappresenta più e, a modo loro, ne escono sempre vincenti. Perché forse – ci dice Grossi – la vera vittoria non è conquistata superando l’altro, il nemico, ma non tradendo se stessi.
Bella la scrittura, che non è mai compiaciuta ma procede pulita, senza fronzoli, con parole sempre misurate che aiutano il lettore a capire e ad entrare nella psicologia del personaggio.
Per niente banale il tema di fondo: in un momento in cui i giovani autori italiani tendono più a raccontare storie di uomini allo sfascio e a compiacersene, Grossi punta il suo sguardo su personaggi minori, sempre fuori posto, ma leali.

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1 Comment

  1. Non so se i tre racconti di Pugni siano ambientati in tre epoche diverse. Piuttosto, la sensazione – effettiva – di distanza “epocale” tra le tre storie, credo sia data dall’appartenenza dei tre protagonisti a tre ambienti sociali molto diversi: sottoproletariato urbano, mondo contadino e borghesia.
    E’ vero che il tema di fondo può essere la lealtà, forse addirittura l’autenticità come valore – ma la forza dei racconti di Grossi sta probabilmente proprio nel mostrare le crepe, le difficoltà che si incontrano nel sostenere il peso di questi valori.

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